LIVORNO – Trasferta a Mestre in anticipo domani (18 aprile) alle 20 per la Libertas Livorno, che cerca di chiudere in crescendo la regular season.
Così presenta la sfida coach Andrea Diana: “Affrontiamo una squadra atipica che ha fatto un buon campionato. Mestre ha cambiato pelle durante la stagione. Ha cambiato un americano: è andato via l’infortunato Curry (che all’andata ci fece molto male) ed è arrivato Seneca Knight, che aveva iniziato la stagione a Pistoia. È una squadra molto atletica e rapida. La nostra transizione difensiva è una delle chiavi della partita. Dovremo anche tenere l’1 contro 1. Mestre ha tanti giocatori che attaccano l’area e il ferro. Ha lunghi atipici come Stewart, Aromando e Galmarini. Sono dinamici e pronti a colpire dal perimetro. Questa è una partita che dovremo affrontare con grande attenzione. Stiamo cercando di lavorare nel miglior modo possibile, anche se il decimo posto è consolidato. Nessuno si aspetti che si vada a Mestre in vacanza. Andiamo per ritrovare fiducia e consistenza. Mi aspetto che gli americani vengano tutelati un po’ di più dagli arbitri”.
“Al momento ci manca qualcosa sul piano della fluidità e della fiducia in noi stessi – dice Matteo Piccoli – Questa partita per noi è uno strumento per arrivare ai play-in nel miglior modo possibile. Dobbiamo affrontarla proprio come se fosse un play-in, perché se abbassiamo adesso la tensione, non la ritroviamo per la post-season. Questa partita ci serve perché vincere aiuta a vincere, mentre perdere aiuta a perdere. Abbiamo perso molte partite per queto motivo: combattiamo, ma sul piano mentale le sconfitte subìte ci hanno condizionato, mentre all’inizio, vincendo spesso, ci sentivamo in fiducia nei momenti importanti, perché sapevamo che comunque in un modo o in un altro avremmo vinto. Ecco. Questo deve essere il nostro approccio alla sfida di Mestre”.
Mestre all’andata dette un dispiacere agli Amaranto che furono sconfitti al Modigliani Forum al termine di una partita combattuta e che la Libertas affrontò senza l’infortunato Woodson. I veneti hanno disputato una buonissima stagione. Da matricola non sono mai stati invischiati né nella lotta per non retrocedere, né in quella per evitare i playout. D’altronde hanno un allenatore di alto livello (Matteo Ferrari) e un roster di tutto rispetto. Gli italiani sono assai forti. L’ex amaranto Costantino Bechi ha raggiunto la piena maturità psicofisica e si è imposto come uno dei migliori giovani dell’interno campionato. Aromando e Galmarini sono giocatori che si sono fatti le ossa al piano di sotto e che si sono fatti trovare pronti per la grande ribalta della serie A2. Gli americani sono l’ex Pistoia Knight (che ha sostituito l’infortunato Curry) e l’ex Nardò Wayne Stewart, temibile in ogni zona del campo.
Fra gli amaranto in dubbio l’ultimo arrivato, Eric Lombardi, per un affaticamento muscolare.



